Cos’è un cilindro oleodinamico e come funziona?

Nell’articolo di oggi andremo a vedere cosa sia un cilindro oleodinamico e come esso funzioni. Buona lettura!

Cos’è l’oleodinamica?

Facciamo prima di tutto un passo indietro, partendo anzitutto dalla definizione di oleodinamica. Parliamo di una branca della fluidodinamica, in cui la trasmissione di energia avviene attraverso olio idraulico. Solitamente, il tutto avviene per attuare la movimentazione un cilindro idraulico, ovvero per generare una forza in moto lineare.

la pressurizzazione di un circuito oleodinamico avviene per mezzo di una centralina idraulica: si tratta fondamentalmente di una vasca (chiusa) riempita d’olio, chiusa con all’interno una pompa. Alla centralina saranno poi collegate delle tubazioni di mandata ed altrettante di ritorno

Cos’è un cilindro idraulico e come funziona?

Un cilindro idraulico è un cilindro movimentato dalla pressione oleodinamica. Esso è composto da un corpo cilindrico ed un pistone al suo interno, che dividerà 2 camere (di volume variabile a seconda della posizione del pistone). Lo scorrimento del fluido all’interno di una o dell’altra camera del cilindro farà movimentare il pistone, mentre la pressione dell’olio moltiplicata per la superficie di applicazione genererà la forza applicata dallo stesso.

Come già detto, poichè il pistone all’interno del cilindro lo separa in 2 camere, il flusso di olio nell’una o nell’altra camera determinerà il movimento del pistone nell’una o nell’altra direzione. Più nello specifico, la forza impressa dallo stesso sarà definita dalla differenza di pressione tra le 2 camere, moltiplicata per la superficie di applicazione (quindi se entrambe le camere fossero a 80 bar, nonostante il valore di pressione la differenza sarebbe nulla, pertanto non vi è forza trasmessa).

Come conseguenza di quanto detto, vi sono quindi 2 modi per modulare la forza applicabile da un cilindro oleodinamico:

  • Aumentare la pressione applicata nel circuito o comunque la differenza di pressione tra le 2 camere. Questo metodo è attuabile semplicemente regolando la centralina
  • A parità di pressione applicata, utilizzare un cilindro con un alesaggio (ovvero un diametro interno) maggiore, per aumentarne la superficie di applicazione. Ovviamente questo comporta il dover cambiare fisicamente il cilindro. Maggiore è l’alesaggio, maggiore sarà la forza che esso sarà in grado di applicare, a parità di pressione, ma ovviamente ne aumenterà l’ingombro (e ciò solitamente costituisce un limite per l’applicazione).

Quali sono le possibili applicazioni di un cilindro oleodinamico?

Un cilindro oleodinamico viene solitamente utilizzato per attuazioni lineari, più nello specifico per casi con grosse forze in campo. I campi di applicazione possono andare dai sollevamenti (gru, sollevatori automatici), ai bracci meccanici (solitamente di grandi dimensioni) alle macchine di schiacciamento ecc.

Per casi con forze minori in gioco, vengono utilizzati attuatori pneumatici (ovvero ad aria), in quanto meno ingombranti, meno costosi, e soprattutto poichè non necessitano della centralina oleodinamica.

Conclusioni

L’articolo di oggi voleva dare una panoramica sui cilindri oleodinamici. Mi auguro che sia stato di vostro gradimento, fatemelo sapere nei commenti.

Noi ci risentiamo nel prossimo articolo

A presto

Luca

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