Come funziona la messa a terra di un impianto elettrico?

Mai sentito parlare di messa a terra di un impianto elettrico? Nell’articolo di oggi andremo a descriverne ed approfondire il funzionamento! Buona Lettura!

Cos’è la messa a terra?

Dal punto di vista fisico, possiamo grossolanamente dire che la messa a terra non sia altro che un collegamento elettrico a terra; in realtà, essa comprende tutta la componentistica elettrica che permette di portare le masse di un componente elettrico al potenziale del terreno. Solitamente, le masse sono collegate a fili giallo/verde, che a sua volta (tramite la rete elettrica) sono collegati a dispersori (fisicamente dei picchetti/cavi collocati nel terreno).

Nelle classiche prese elettriche, la messa a terra è costituita dal foro centrale (difatti le prese che non posseggono la spina centrale non l’hanno di fatto) mentre nelle prese Schuko essa è costituita dalle 2 bande laterali (questo sistema è di fatto più sicuro).

A cosa serve la messa a terra di un impianto elettrico?

Lo scopo della messa a terra è la sicurezza nei confronti delle persone. Difatti, negli impianti elettrici, uno dei possibili rischi è che vi siano delle parti che di natura non debbano essere cariche elettricamente ma che in realtà lo diventino, con il rischio di folgorare una persona che ne venga a contatto.

Un esempio classico è un malfunzionamento elettrico di un elettrodomestico (dovuto ad un danneggiamento interno) che porta la carcassa esterna ad essere elettricamente carica. Senza messa a terra, toccandola, si rischierebbe di prendere la scossa!

Secondo quale principio la messa a terra realizza il suo obiettivo?

La messa a terra, per raggiungere il suo obiettivo, deve portare il potenziale del componente al potenziale del terreno. Non essendoci di fatto una differenza di potenziale, quando si toccherà il componente incriminato la corrente non avrà modo di “fluire” attraverso il corpo.

Qualora si verificasse un guasto nell’impianto, che portasse la carcassa di un elettrodomestico ad essere carica elettricamente, avremmo un flusso di corrente esterno al circuito, che verrebbe rilevato dall’interruttore salvavita, il quale andrebbe ad aprire il circuito bloccando di fatto il flusso di corrente stesso. Questo comunque non esime dall’avere un impianto di messa a terra: quest’ultima infatti rende la carcassa non caricabile elettricamente, mentre con il solo salvavita l’unico modo per eliminare il pericolo è l’apertura del circuito stesso, cosa che però richiede delle frazioni di secondo nelle quali la corrente compie il suo tragitto.

Conclusioni

L’articolo di oggi aveva come obiettivo lo spiegare in linea generale il principio ed il funzionamento la messa a terra. Spero che sia stato chiaro e di vostro gradimento.

Noi ci sentiamo nel prossimo articolo

A presto

Luca

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