Forno a Microonde

Nell’articolo di oggi analizzeremo il principio di funzionamento di un forno a microonde (per la gioia di tutte le casalinghe). Buona lettura!

Cos’è un forno a microonde?

Il forno a microonde è un elettrodomestico oggi presente nella maggior parte delle nostre case. Sebbene esso sia una realtà soltanto a partire dagli ultimi quindici/vent’anni, il brevetto per il forno a microonde e la prima commercializzazione risalgono alla seconda metà degli anni quaranta.
Si distingue dal forno tradizionale per la maggiore praticità, grazie soprattutto al fatto che non vi siano tempi di attesa per il riscaldo dello stesso: viene pertanto utilizzato per semplici riscaldi di piatti pre-cotti. In ogni caso, non tutti i tipi di cottura possono essere svolti all’interno di un forno a microonde e la qualità dei piatti solitamente non è pari a quella di piatti cucinati sui fornelli o in un forno tradizionale.
Vediamo ora su che principio si basa la cottura in forno a microonde e come esso sia strutturato.

Principio di funzionamento

A differenza di un forno tradizionale, che sfrutta il calore per scaldare le pietanze, il forno a microonde utilizza radiazioni per la cottura, ed in particolare onde appartenenti al campo delle microonde (radiazioni con lunghezza d’onda compresa tra 1 cm e 1 m). Tali onde vanno a “colpire” le molecole di

  • grassi
  • carboidrati
  • acqua

Questi elementi assorbono l’energia “sprigionata”, in quanto la frequenza a cui vibra l’onda è idonea ad eccitare le molecole in questione, che iniziano ad urtare le molecole circostanti e dunque a provocare riscaldamento tramite eccitazione di particelle. Tale processo è detto riscaldamento dielettrico.
Ciò spiega perchè, in alcuni casi, il cibo che viene cotto al microonde può avere zone in cui si è scaldato maggiormente di altre (a seconda della distribuzione di grasso, acqua ecc): mettendo il cibo in rotazione si cerca di ovviare il più possibile a tale inconveniente.

Struttura fisica di un forno a microonde

Le microonde derivano da un campo elettrico generato da un magnetron: questo dispositivo è un tubo (in cui è stato fatto il vuoto) in grado di generare onde ricevendo energia elettrica in ingresso. Il tubo esterno è caricato negativamente mentre al centro abbiamo un filamento caricato positivamente: pertanto, ciò induce alla formazione di un campo elettrico all’interno del tubo stesso, il quale a sua volta genera un campo magnetico. Il filamento vene scaldato ed inizia ad emettere elettroni (quindi particelle cariche negativamente), che per effetto del campo magnetico iniziano a girare all’interno del tubo, seguendo una traiettoria a spirale (dal centro verso il bordo). Qui sono presenti delle cavità dove gli elettroni si uniscono ed escono a fasci. 
Ovviamente il magnetron, per poter funzionare, viene alimentato da un circuito elettrico. Per fare in modo che gli elettroni escano “oscillando tutti in sincronia” è presente, dopo il magnetron, una guida d’onda, che altro non è che un particolare tubo metallico (attraverso il quale passano le onde stesse).
Le onde vengono poi convogliate in una camera di cottura (che è quella dove vengono inseriti i cibi da cuocere). Tutta la camera (anche la parte del vetro) è rivestita da una rete metallica che impedisce la fuoriuscita di onde, per evitare ovviamente la dispersione di microonde per la stanza. La dimensione delle maglie deve essere inferiore alla lunghezza d’onda per evitare le fuoriuscita di radiazioni, potenzialmente pericolose per chiunque sia nei pressi del forno in funzione (in questo caso dovrà essere inferiore ad 1 cm)

Conclusioni

Anche questo articolo di conclude qui. L’articolo aveva lo scopo di spiegare sia da un punto di vista di processo che da un punto di vista costruttivo il funzionamento di un forno a microonde. Spero che sia stato chiaro e soprattutto di vostro gradimento: fatemelo sapere nei commenti


A presto


Luca

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